Andrea Gori si autodefinisce ‘sommelier informatico’: ama occuparsi di pc internet e applicazioni multimediali e al contempo bere del buon vino, possibilmente anche insieme a del buon cibo. E’ il ViceCampione Europeo Sommelier e Miglior Sommelier Toscana 2006. Ha una rubrica mensile su Business People e gestisce il ristorante di famiglia Trattoria Da Burde.
Ha 3978 amici su Facebook, 868 follower su Twitter e 246 contatti su LinkedIn. Questo è il suo blog.
Descrivi in poche righe la tua attività professionale
Sommelier, ristoratore e giornalista pubblicista e da poco anche scrittore ed organizzatore di eventi sul vino. Tratto il vino da ogni punto di vista online e offline curandone la vendita nella trattoria di famiglia. Cerco di innovare la comunicazione e la trasmissione di contenuti nel settore ogni giorno.
Perchè hai iniziato a usare i social media (blog e social network)?
Per dare visibilità a quanto facevo fisicamente offline ogni giorno nel mio locale.
Che cosa fai attraverso i social media che non potevi fare prima?
Raggiungo molte più persone, trovo più clienti, ottengo risonanza a quello che faccio, sperimento nuove forme di comunicazione.
In generale, il tuo settore in che modo ha saputo sfruttare le opportunità offerte dai social media?
Molti buoni spunti ma manca l”adozione di massa, è un settore molto tradizionalista e in cui il giornalismo classico ha instaurato un modus operandi che è stato troppo remunerativo per tutti negli ultimi 20 anni.
E quali occasioni non ha ancora saputo cogliere?
Parlare meglio e di più con gli utenti finali, la disintermediazion, il non aver saputo svecchiare la comunicazione troppo legata a stilemi classici e arcaici.
Dai un consiglio a una persona del tuo settore che si approccia per la prima volta ai social media.
Non chiudersi nessuna strada, rispondere a tutti e rispettare le persone come si farebbe nella realtà di tutti i giorni. E scrivere solo cose su cui si è in grado di accettare critiche!



Pingback: Quasi sono i personaggi più influenti del vino in rete in Italia? Inbuzzers prova a spiegarcelo